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Calcestruzzo armato
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Agli esordi in edilizia è stato esaltato quale materiale dagli enormi contenuti innovativi : in effetti esso ha segnato una notevole svolta nel modo di costruire e pensare l'architettura .
L' evoluzione della tecnologia del cemento armato lungo il cinquantennio che è a metà del nostro secolo , è particolarmente legata al nome di Pier Luigi Nervi . I contributi che egli ha portato allo sviluppo del cemento armato investono sia la figura del progettista sia la figura del costruttore , sempre entrambe indissolubilmente legate in tutto ciò che attiene all' opera di Nervi . Come costruttore Nervi fu tra i primi ad intuire che le soluzioni di massima economia si sarebbero ottenute puntando sul miglioramento delle superfici esterne dei getti . E come progettista fu certamente il primo ad intuire che questa scelta avrebbe anche conferito maggiore dignità architettonica al cemento armato .
Con Nervi , infatti , le strutture cementizie a faccia vista escono dal ristretto campo degli impianti sportivi e delle costruzioni industriali e divengono strumento sempre più utilizzato negli edifici residenziali di ogni tipo .
Oggi , grazie alle innovazioni tecniche e alla chimica industriale , il cemento armato ha raggiunto una piena maturità tecnologica unita ad apprezzabili incrementi prestazionali .
In Italia, la qualità estetica e la durata di questo materiale costituiscono spesso i maggiori difetti dell' opera realizzata . Venendo l' Italia da una tradizione costruttiva ampiamente consolidata che ha sempre fatto prevalentemente uso del laterizio , la tecnologia legata al costruire in cemento si è inserita a forza nel dopoguerra , in un contesto ancora votato all' impiego di manodopera non specializzata e a criteri di semplificazione progettuale , in cui i concetti innovativi hanno incontrato molte resistenze a entrare a far parte del patrimonio tecnologico di costruttori , produttori e committenti .
Questa è per molti versi la spiegazione del fatto che i calcestruzzi francesi , svizzeri , giapponesi , pur essendo costituiti dagli stessi componenti , presentano una qualità estetica , una uniformità e una inalterabilità molto superiori a quelli italiani . La mancanza di accuratezza nella realizzazione delle casserature , nella preparazione del conglomerato , nella posa in opera , nel posizionamento e dimensionamento delle armature , nell' attenzione per la granulometria degli inerti in rapporto all' utilizzo , nel controllo dei tempi di maturazione e nel giusto grado di umidità e temperatura atmosferica a cui si esegue il getto , contribuiscono ad un risultato estetico deludente e si ripercuotono sulle prestazioni del manufatto : sono ancora poche le realizzazioni italiane in cui il calcestruzzo può essere lasciato a vista.

La proprietà più caratteristica delle strutture in cemento armato è la monoliticità ed è anche quella dalla quale possono nascere le sue più brillanti e specifiche soluzioni statiche .
Se si aggiungono l' alta capacità di resistenza a carichi di compressione , la indeteriorabilità agli agenti atmosferici , la facilità esecutiva ed infine il relativo basso costo , si vede che il cemento armato è veramente il più interessante materiale costruttivo di cui si disponga .
In contrapposto a queste e a molte altre qualità positive , stanno alcune nascoste che rendono difficile l' esatta previsione del comportamento di una struttura in cemento armato . Alludo alla sua sensibilità termica , alla variabilità di volume o ritiro durante la maturazione all' aria , e soprattutto alla sua plasticizzazione sotto carico e nel tempo .
Diceva P.L. Nervi che " la progettazione ed esecuzione di un' opera in cemento armato di notevoli dimensioni , esposta alle variazioni termiche diurne e strutturalmente complessa , capace di rimanere perfettamente integra tanto nei primi mesi di vita come dopo diversi anni , e tale da non subire , in alcuna parte , sensibili deformazioni permanenti è una cosa molto e molto difficile " .
Altre specifiche incertezze derivano dalla stessa natura del cemento armato . A tal proposito P.L. Nervi affermava che il conglomerato cementizio è tanto variabile e mutevole quanto possono esserlo gli individui di una stessa specie vivente .
Sappiamo che la qualità del conglomerato dipende non solo dal cemento , sul quale solitamente si concentra l' attenzione dei costruttori , ma dagli inerti , dal modo di impasto e getto , infine dalle condizioni ambientali di maturazione .
La più specifica caratteristica statico-costruttiva del cemento armato , quella che ne determina in gran parte l' effettivo comportamento statico nella maggioranza dei casi e che rende questo materiale particolarmente " ribelle " alle indagine teoriche , è data dal suo inesatto comportamento elastico .
Mentre l' incostanza del modulo elastico dei conglomerati è dovuta alla qualità dei componenti, quantità di acqua d' impasto , durata e condizioni ambientali di maturazione , e in generale a specifiche caratteristiche qualitative del materiale , indipendente dalle sollecitazioni , la variabilità del modulo elastico è funzione delle sollecitazioni interne e deformazioni di natura plastica o di adattabilità nel tempo in condizioni di carico costanti ( viscosità ) .
L' adattabilità a qualsiasi forma e la capacità di resistere alle sollecitazioni , fanno del cemento armato il materiale più rivoluzionario di tutta la storia del costruire .

Dal punto di vista statico-architettonico le più promettenti prospettive delle strutture cementizie sono offerte dai sistemi a superficie resistenti , ossia da quei sistemi nei quali la capacità statica è diretta conseguenza di curvature o corrugamenti dati a una superficie , il cui spessore resta sempre molto piccolo rispetto alle dimensioni del complesso .
Diceva P.L. Nervi che " l'efficienza di tali strutture è frutto più della forma e di una diffusa attitudine resistente , che non di concentramenti di azioni agenti e di sezioni resistenti lungo singoli elementi . È certamente difficile dare una definizione di questi particolari sistemi , che suggerirei di chiamare resistenti per forma , per quanto natura e manufatti di uso comune ce ne offrano quotidianamente , numerose applicazioni ( foglie , gusci di insetti , vasi di vetro , carrozzerie di automobili , ) . Ne consegue che la resistenza per forma è la più efficiente tra tutte , e una delle più diffuse in natura .. " .
Le realizzazioni cementizie già compiute in questo campo , ossia le strutture a volta sottile a forma semplice , quali le volte a botte o le volte conoidali , dànno dimostrazione dell' efficienza statica di questi sistemi e delle loro possibilità ; possibilità che potranno ampliarsi passando a forme più complesse quali superfici toroidali e di traslazione o dalla combinazione di queste con corrugamenti atti ad eliminare gli svergolamenti locali , principale causa di instabilità dei sistemi a resistenza superficiale .